Non so da dove cominciare tanto è lo stupore per quanto è successo oggi. Avevo già ampiamente parlato dei problemi che Bimbagrande ha avuto nel corso degli anni a causa di amicizie- definiamole così- un po' "sui generis", e di quanto ne abbia sofferto. Bene. Avevo anche già parlato di quanto io sia rimasta male per il comportamento di certi amici (non adolescenti!), facciamo un mix delle due cose perchè tutto ruota attorno alla stessa famiglia. Mia figlia M. dopo essersi ripresa dai suddetti problemi ha fatto nuove amicizie nella nuova classe, ed ha legato con una in particolare e cosa succede? Che la figlia di quegli amici di cui sopra, ha cominciato a frequentare con una certa insistenza la nuova amica di BG(bimbagrande) al punto tale che BG non riesce più a vedere la sua amica senza che ci sia anche l'altra. Capisco e sono d'accordo sul fatto che l'amicizia non sia esclusiva, ma così mi pare troppo. Oggi infatti BG ha invitato la sua amica a pranzo da noi, e volutamente non ha chiamato anche l'altra, visto che erano più di due mesi che non si vedevano da sole. E' successo il finimondo, l'altra ha cominciato a telefonare chiedendo di vedersi, inventando le scuse più assurde piangendo e strepitando che lei non trovava nessuno dal quale andare a cena il venerdi sera...(?!) Ma questa è matta o cosa? E soprattutto sua mamma (mia amica) dove stava in quel momento? Se fosse successo a me prima di tutto avrei impedito di fare anche solo la prima telefonata, visto che nessuno l'aveva cercata . Questa cretinetta ha la brutta abitudine di chiamare non per invitare a casa sua, ma chiedendo se Bg è libera e quindi se puo' venire qui. E lo fa con chiunque. E' venuta talmente tante volte ed alcune anche a sproposito (visto che BG ha normalmente molti compiti ed è piuttosto lenta), anche quando io avevo detto esplicitamente NO. Non mi pare normale che in casa sua nessuno le abbia detto che non è buona educazione autoinvitarsi a casa degli altri e lo è ancora meno battere i piedi per terra quando c'è un rifiuto. Bisogna capire e saper accettare anche il significato della negazione ! E sua madre che fa per mettere un bel fiocco alla situazione grottesca che si è creata (sono state 3 ore di telefonate alternate...fate voi..) ha pensato bene di rimproverare l'amica di BG perchè le ha negato di vedersi. Ma vai a ca....re anche te, che non vedi l'ora di sbolognartela di casa questa figlia. A breve aggiornamenti, che ce ne saranno di sicuro!
sabato 31 marzo 2012
giovedì 29 marzo 2012
NON CE LA POSSO FARE
Non ce la posso fare...E' esattamente quello che penso, in questi giorni il mio bicchiere non è mezzo pieno ma mezzo vuoto, non riesco a vedere positivo non riesco a vedere neanche un piccolo puntino di luce in fondo al tunnel, e rifletto. Rifletto sulla disperazione che ha portato ieri una persona a darsi fuoco davanti ad una sede dell'agenzia delle entrate perchè strozzato da problemi che gli devono essere sembrati insormontabili. Io non riesco ad essere positiva perché ogni giorno ce n'è una nuova, per esempio lunedì sono stata a parlare con la professoressa di matematica e scienze di Bimbagrande e sono rimasta profondamente delusa da ciò che mi ha detto. Devo premettere che quest'anno lei rifiuta categoricamente questa materia, ed è sul sei ma quello che mi ha fatto rimanere davvero di sasso è stato sapere che mi ha raccontato una bugia, infatti mi aveva assicurato di aver fatto bene il compito che poi le è stato reso proprio lunedì ed invece vengo a sapere dall'insegnante che quel compito in classe lo aveva svolto solo in parte, le mancavano diversi esercizi e quindi non poteva necessariamente essere perfetto... Mi sono arrabbiata, le ho detto chiaramente che avrei preferito la verità sin dall'inizio visto che poi tutti i nodi vengono al pettine - Ho fatto la figura della scema davanti alla professoressa, e mi sono sentita presa per i fondelli da mia figlia. che amarezza!
Oltre a tutto questo, ancora non si è smosso nulla sul fronte lavoro ed io sono davvero preoccupata, continuo a fare colloqui ma non si concretizza nulla. Speriamo bene.
Sul fronte amicizie sono ancora incavolata nera con quegli amici, la loro figlia continua imperterrita a immischiarsi nell'amicizia di M. con la sua compagna di scuola, al punto tale che M. non riesce più a vedersi con la sua amica senza la presenza di questa terza, ieri si è scocciata e ne ha parlato chiaramente. Sinceramente penso che abbia fatto bene, perché è giusto a questo punto non si faccia calpestare, visto che questa non arriva a capire che a tutto c'è un limite e soprattutto i suoi genitori non le impediscono nulla, non hanno proprio testa ; anche venerdi scorso M. era stata invitata a pranzo dalla sua amica e c'era anche l'altra e poi solo mia figlia sarebbe dovuta rimanere a dormire, ed invece anche l'altra alla fine ha convinto sua mamma a lasciarla. Quindi tanto puzzo e poi i suoi non la frenano mai. Personalmente se dico a mia figlia di no, la prendo per un braccio e me la porto a casa malgrado tutte le proteste, credo che alla famiglia di questa non paia vero di lasciarla a pensione da qualcuno.. Sono cattiva lo so, ma penso che si stiano approfittando della pazienza e della generosità di queste persone. Una cosa è certa: a casa mia non ci viene fino a che non vedo che la situazione è ridimensionata.
lunedì 19 marzo 2012
RITORNO A CASA
Durante il fine settimana appena trascorso sono tornata a casa, nel senso che sabato mattina intorno alle 9 siamo partiti alla volta di Milano, mia città natale e tutte le volte che torno è come un ritorno alle origini anche se la mia città è radicalmente cambiata rispetto a quando l'ho lasciata ormai 16 anni fa. Tornare per me è una boccata di ossigeno perché ho modo di stare con mia sorella e mia mamma e riesco a sfogarmi e a non pensare ai problemi che mi affliggono in questo periodo per me così difficile. Mio marito mi chiede perchè in questi due giorni io sia stata abbastanza tranquilla, la risposta è sempre la stessa. Riesco a tirare fuori quello che ho dentro senza remore, sicura che comunque non sarò giudicata per quello che dico e per come mi sento, con mia mamma e mia sorella non ho freni inibitori che mi impediscono di parlare mentre con lui alcune volte sento di non poterlo fare, sento che lui tende a giustificare gli altri e condannare me e le mie debolezze e penso che questo sia fondamentalmente ingiusto. Vorrei poter contare su una comprensione incondizionata da parte sua e invece non è così. Prendo un esempio per tutti: ho già parlato di quegli amici che mi hanno profondamente delusa, la di loro figlia minore si sta ahimè rivelando una delusione anche per Bimbagrande; si conoscono praticamente da sempre e sono sempre state amiche, ma ultimamente questa si è attaccata come una cozza ad una delle amiche preferite di mia figlia, e non ha smentito la tendenza familiare ad approfittarsi degli altri, così praticamente si autoinvita a casa di questa a pranzo, cena e a dormire nei fine settimana praticamente da un mese e mezzo. E questa amica di Bimbagrande non le dice mai no, a discapito ovviamente del suo rapporto con la mia bambina che ovviamente ci soffre terribilmente. E quando non va da questa, telefona a Bimbagrande per venire qui a casa nostra. Eh no bellina, se la tua mamma ed il tuo babbo non ti mettono freni per lo meno a casa mia te li metto io e passerà un bel po' di tempo prima che ti faccia rimettere piede qui, visto che la buona educazione non ti è stata insegnata... In tutta questa faccenda mio marito invece di parteggiare per sua figlia che per l'ennesima volta soffre per una amicizia che non si sa bene quale piega stia prendendo, giustifica genitori e figlia, perché secondo lui loro hanno perso il lume dietro a problemi economici e la figlia "sta crescendo". Mah! Io dico solo che se a 11 anni può fare tutto quello che le pare, a 15 cosa farà? Io sono sicura di non essere la mamma perfetta, sono piena di difetti ma cerco di educare le mie bimbe in una certa maniera ed almeno l'educazione più spicciola spero di averla trasmessa, forse Bimbagrande è fin troppo "dodda" come si dice qui, ovvero ingenua e timida, ma devo essere onesta la preferisco così piuttosto che sfrontata e bugiarda come quest'altra... (e non sto qui a raccontare le cose che i suoi genitori non sanno ..) Tutto questo per ribadire che nel fine settimana ho potuto dare sfogo a tutto quello che avevo dentro, ricevendo consigli senza pregiudizi. Tornare a casa mi fa nuovamente sprofondare nello sconforto, sono sola coi miei problemi ed i miei dubbi. Speriamo di uscirne ma la vedo davvero bigia
lunedì 12 marzo 2012
SCONCLUSIONATA
Il titolo del post non potrebbe essere più rispondente. Ho passato una domenica da incubo, e non era certo quello che avrei voluto. Sicuramente la colpa di tutto è mia almeno al 90% il restante 10% se lo possono tranquillamente dividere mio marito e le bimbe. Sono consapevole di vivere una periodo difficile, non sono abituata a non lavorare, e mentre i primi 2/3 mesi stavo bene perchè dovevo riprendermi da almeno 2 anni da incubo vissuti in una azienda dove non vi erano mai soldi per pagare nulla, dagli stipendi di noi dipendenti (che ha creato una montagna di problemi sia a me che agli altri colleghi, eravamo indietro di 3/4 mensilità come media..) alle bollette, ai fornitori, le tasse.. e quindi era tutto un mettere toppe per riuscire a mandare avanti la baracca e mi rendo conto la pressione e lo stress che ho dovuto subire non sono stati indifferenti, quindi è indubbio che io non potessi più restare in quel posto o ne avrebbe risentito pesantemente la mia salute, però... c'è un però io devo poter lavorare ed invece non riesco a trovare nulla. Ho fatto molti colloqui proprio l'ultimo mi aveva dato la netta impressione di essere stato estremamente positivo, e mi ero davvero illusa di poter ricominciare a lavorare anche se per poche ore, per ora invece tutto tace e la tensione aumenta. Ieri sono esplosa per una banalità, tutte e due le bimbe ieri non volevano mangiare quello che era stato preparato per il pranzo, salvo poi buttarsi dopo mezz'ora su merendine e biscotti che non sono esattamente salutari, quindi mi sono arrabbiata ed al mio "mi avete davvero rotto i..." mio marito mi ha detto : "allora vattene".Non ci ho visto più, ho infilato le scarpe e sono uscita, avevo bisogno di aria, di non sentire e vedere nessuno, sono andata in un parco qui vicino e mi sono seduta su una panchina al sole, ci sono stata più di un'ora mi veniva da piangere e spaccare tutto, e mi domando perché io non debba mai trovare una mia dimensione, perché i miei equilibri debbano sempre essere distrutti, perché io non possa avere un po' di serenità e di sana routine. Mio marito mi dice di pensare alle cose positive, la salute nostra e delle bimbe, il tetto sulla testa che non ci toglie nessuno... Ha ragione, ma io ora vedo solo nero, non vedo futuro, non vedo nulla e so che non posso continuare così né per me, né per la mia famiglia.
mercoledì 7 marzo 2012
IL VALORE DELL'AMICIZIA
Mi sono ritrovata molto spesso a pensare a che valore l'amicizia. La risposta è che per me è importantissima; per gli amici cerco sempre di dare il massimo, di essere sempre disponibile sia per le cose più banali sia per quelle più importanti è così fino da quando ero bambina e questo ha comportato inevitabilmente che io impattassi in maniera anche violenta in quelli che si possono chiamare pseudo amici. E' una cosa che ancora adesso non riesco proprio a tollerare, mi arrabbio con me stessa per non aver capito, per aver avuto gli occhi foderati di prosciutto o semplicemente per non aver VOLUTO vedere. Escludendo gli episodi di quando ero bambina, che mi hanno fatto soffrire ma che sono assolutamente normali, ultimamente ho dovuto ricredermi circa un paio di amicizie che si sono purtroppo rivelate una delusione. La prima delle due è addirittura una doppia delusione, queste persone sono infatti genitori di una compagna (asilo elementari e medie) di Bimbagrande e sulla quale lei si era fatta mille aspettative, loro sono state molto legate, di una amicizia quasi morbosa che spingeva addirittura mia figlia a non vedere altre amiche per non creare attriti sulla sua "best", come dicono ora. Il risultato è che l'altra un giorno ha cambiato idea, ha rivolto tutta la sua amicizia nei confronti di un'altra compagna, ignorando completamente Bimbagrande , spiazzandola anche perchè in apparenza non c'é stato un motivo scatenante. Inutile descrivere i suoi pianti ed il suo dispiacere, e da lì il mio consiglio di allargare la cerchia delle amiche perché concentrarsi solo su una difficilmente si rivela una scelta vincente. La cosa curiosa è che dal momento in cui l'amicizia delle bimbe è sfumata, anche i di lei genitori (che non hanno 12 anni ahimè) hanno pian piano allentato con noi, arrivando al punto di evitarci. Onestamente non ne ho compreso il motivo, tuttavia me ne sono fatta una ragione, non ho nemmeno avuto voglia di un chiarimento, si vede era destino, si vede che non era vera amicizia. Per quanto riguarda gli altri amici, la delusione è sicuramente più cocente, questi ultimi li conosciamo da più di dieci anni le nostre figlie sono cresciute insieme alle loro, ci siamo sempre frequentati volentieri, fino a poco tempo fa. Ultimamente come già detto nel primo post, i loro contatti nei nostri confronti hanno sempre avuto un secondo fine, detto in parole molto povere hanno sempre avuto bisogno del mio-marito-tuttofare per le cose più svariate, e lui non ha mai detto di no, perché è fatto così, è troppo buono poi magari per settimane non ci siamo sentiti, fino a che non hanno avuto di nuovo bisogno... La cosa che però mi ha dato fastidio piu in assoluto è stata appunto la vicenda dell'auto invito. Io ho un limite e ne sono consapevole, ed è quello di non sopportare le invasioni di campo, quelle che limitano la mia libertà personale, e quando ho ricevuto la telefonata in cui ci chiedevano di potersi aggregare al nostro week end con altri amici, non ci ho visto più; ma non si rendono conto di quanto ci hanno messo in difficoltà? Per quale assurdo motivo ho dovuto trovare io una scusa plausibile che spiegasse perché non li avevamo invitati? Se non ti invito è perché non è l'occasione giusta, magari non avevo (oltre che non avere posto in casa) voglia di mescolare queste amicizie che davvero non ci incastrano nulla di nulla l'una con l'altra e l'unico punto di unione sono le bambine che si conoscono... Da qui ho messo bene a fuoco che con queste persone è assolutamente necessario mettere dei paletti, se non voglio rompere l'amicizia, perché io sono buona e tranquilla ma quando perdo le staffe non ho più freni inibitori che mi impediscano di dire piatto piatto tutto quello che penso, diventando magari maleducata, quindi da ora in poi ho chiesto a mio marito-in caso di nuove chiamate per riparazione/assistenza etc.- di farlo pure, ma a nostra discrezione e questo significa non correre da loro dopo un minuto e se c'è da attendere qualche giorno si attende, altrimenti se hanno fretta, esistono gli artigiani che lo fanno di mestiere e gli paghi l'urgenza...perché se non lo avessero capito, essere amici non significa prostrarsi, non siamo mica la pubblica assistenza...! Buoni si, ma non cretini!
martedì 6 marzo 2012
Ormai si parla continuamente di facebook, ed anche molte aziende che si fanno pubblicità alla fine ti invitano a "cercarli su facebook". Quindi questo social network è ormai entrato nelle case di tutti e chi più, chi meno tutti ne siamo un po' schiavi. Il problema nasce quando questo condizionamento viene vissuto dai ragazzini; mia figlia più grande ha 12 anni e mezzo ed ha chiesto il permesso di potersi iscrivere (da notare che l'età minima è 13 anni, quindi per iscriversi bisogna anche barare sull'anno di nascita) ed io e mio marito abbiamo pensato e ripensato se fosse il caso oppure no. Dopo un mese di trattative le abbiamo dato il permesso a patto che io potessi esercitare un controllo su ciò che lei fa quindi le ho chiesto l'amicizia e devo essere onesta non ci perde molto tempo, so di ragazzine della sua età che invece di studiare ci passano i pomeriggi. L'altro giorno mi ha confidato che una sua amica (la cui mamma conosco benissimo da diversi anni) va su facebook con un account creato da un'altra amica con un nome di fantasia, e questo ovviamente senza chiedere permesso alcuno. L'immagine di questo profilo è una gnoccona di ragazza di circa 20 anni che non assomiglia nemmeno per sbaglio alla bambina di 11 che c'è dietro allo schermo del computer, e qui nasce il problema: anche se magari le intenzioni della bimba sono solo quelle di chattare o comunque "esserci" e poter commentare quello che fanno o pubblicano i compagni di scuola ci possono essere dei pericoli che lei, data la sua giovane età, non immagina nemmeno di correre. Dato che i suoi genitori sono all'oscuro di tutto, non possono in nessuna maniera controllare quello che fa e con chi si interfaccia, e potrebbe quindi incappare in qualche schifoso maleintenzionato . Io da parte mia sono molto combattuta, infatti vorrei avvisare la mia amica di questa cosa, ma allo stesso tempo se lo facessi rischierei di mettere in cattiva luce mia figlia con la sua amica. Non so proprio che fare, è da ieri che ci penso anche se da mamma penso sia giusto dirlo, o per lo meno io vorrei che se il problema fosse ribaltato su mia figlia, io vorrei saperlo. Ritengo infatti che in questa fase di preadolescenza il parlare sia fondamentale, anche se mi rendo conto che molto spesso io passo per quella noiosa e petulante e proprio in questi giorni e proprio per il motivo di cui sopra ho parlato tanto con bimbagrande di sincerità , di fiducia e quant'altro. Spero che abbia capito l'importanza di quello che le ho detto, anche perchè se io mi trovassi in quella condizione penso che le farei sparire il computer e la metterei in punizione visto che non mi pare di averle mai negato nulla a priori, ma le bugie non mi piacciono e ho cercato di farle capire che davvero hanno sempre le gambe corte, e prima o poi vengono scoperte.
lunedì 5 marzo 2012
Da dove comincio?
Il titolo la dice lunga: da dove cominciare, e soprattutto perché scrivere un blog? Non lo so, forse principalmente perché è un periodo nero, in questo momento non ho un lavoro perché l'azienda per la quale ho lavorato fino alla fine di settembre è stata colpita dalla crisi ed hanno fatto dei tagli, ed io mi ritrovo spesso al computer a rispondere ad improbabili offerte di lavoro che fino ad ora mi hanno si portato diversi colloqui ma non un nuovo lavoro... Quindi non essendo abituata ad avere del tempo in più, spesso mi ritrovo sola con me stessa senza sapere bene dove andare a parare. Nel pomeriggio ho le bimbe che mi impegnano ma ho sempre e comunque quel tarlo del lavoro che non mi permette di vivere serena. In questo ultimo periodo poi mi sono ritrovata a fare i conti con una serie di incomprensioni con amici di lunga data, che ancora non riesco a comprendere a fondo. Mi sono ritrovata a pensare che l'amicizia decennale con queste persone sia sempre stata una situazione di comodo che loro hanno sfruttato, e solo l'ultimo episodio che mi ha permesso di aprire gli occhi mi ha fatto fare anche una analisi di questa amicizia. Faccio una premessa: mio marito ha una grande manualità ereditata da suo babbo: riesce a riparare praticamente tutto, dal rubinetto che perde, all'impianto elettrico , dall'assemblare e riconfigurare un computer, salvare dati e chi più ne ha più ne metta. Negli ultimi mesi le chiamate da parte di queste persone sono state molteplici, e per i motivi più disparati, gli è stato chiesto perfino di fare un lavoro non per loro direttamente ma per dei loro parenti... Mio marito è davvero una persona buona, disponibile e davvero non dice mai no. Ma la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato un auto invito per lo scorso fine settimana: avevano saputo per caso che saremmo andati nella casa di campagna dei miei genitori con altri amici e volevano aggregarsi a noi. A parte il fatto (non di poco conto) che non essendo una reggia non avevamo il posto materiale per ospitarli, ma poi come si sono potuti permettere???? Se avessimo avuto intenzione di invitarli lo avremmo fatto, ma dato che da parte nostra non c'è stato alcun accenno in merito, mi domando dove abbiano il cervello. Ripeto: il fatto che abbiano confidenza con noi non deve autorizzarli necessariamente ad invadere la libertà personale altrui. Come dire: gli dai un dito e si prendono tutto il braccio. Oltre tutto ho faticato non poco per far capire loro che proprio non era il caso, quindi anche di coccio, o magari non si aspettavano un nostro diniego e hanno tentato il tutto per tutto. A questo punto non mi rimane che tenere un po di distanza per vedere se riescono a comprendere che noi ci siamo, siamo buoni e disponibili ma non siamo SEMPRE a completa disposizione dei bisogni altrui. E CHE CAVOLO! Spero solo che tutto questo sia solo una serie di coincidenze sbagliate, perchè in questo momento ho solo un grande senso di delusione . Aggiornamenti prossimamente .
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