mercoledì 7 marzo 2012

IL VALORE DELL'AMICIZIA

Mi sono ritrovata molto spesso a pensare a che valore l'amicizia. La risposta è che per me è importantissima; per gli amici cerco sempre di dare il massimo, di essere sempre disponibile sia per le cose più banali sia per quelle più importanti è così fino da quando ero bambina e questo ha comportato inevitabilmente che io impattassi in maniera anche violenta in quelli che si possono chiamare pseudo amici. E' una cosa che ancora adesso non riesco proprio a tollerare, mi arrabbio con me stessa per non aver capito, per aver avuto gli occhi foderati di prosciutto o semplicemente per non aver VOLUTO vedere. Escludendo gli episodi di quando ero bambina, che mi hanno fatto soffrire ma che sono assolutamente normali, ultimamente ho dovuto ricredermi circa un paio di amicizie che si sono purtroppo rivelate una delusione. La prima delle due è addirittura una doppia delusione, queste persone sono infatti genitori di una compagna (asilo elementari e medie) di Bimbagrande e sulla quale lei si era fatta mille aspettative, loro sono state molto legate, di una amicizia quasi morbosa che spingeva addirittura mia figlia a non vedere altre amiche per non creare attriti sulla sua "best", come dicono ora. Il risultato è che l'altra un giorno ha cambiato idea, ha rivolto tutta la sua amicizia nei confronti di un'altra compagna, ignorando completamente Bimbagrande , spiazzandola anche perchè in apparenza non c'é stato un motivo scatenante. Inutile descrivere i suoi pianti ed il suo dispiacere, e da lì il mio consiglio di allargare la cerchia delle amiche perché concentrarsi solo su una difficilmente si rivela una scelta vincente. La cosa curiosa è che dal momento in cui l'amicizia delle bimbe è sfumata, anche i di lei genitori (che non hanno 12 anni ahimè) hanno pian piano allentato con noi, arrivando al punto di evitarci. Onestamente non ne ho compreso il motivo, tuttavia me ne sono fatta una ragione, non ho nemmeno avuto voglia di un chiarimento, si vede era destino, si vede che non era vera amicizia. Per quanto riguarda gli altri amici, la delusione è sicuramente più cocente, questi ultimi li conosciamo da più di dieci anni le nostre figlie sono cresciute insieme alle loro, ci siamo sempre frequentati volentieri, fino a poco tempo fa. Ultimamente come già detto nel primo post, i loro contatti nei nostri confronti hanno sempre avuto un secondo fine, detto in parole molto povere hanno sempre avuto bisogno del mio-marito-tuttofare per le cose più svariate, e lui non ha mai detto di no, perché è fatto così, è troppo buono poi magari per settimane non ci siamo sentiti, fino a che non hanno avuto di nuovo bisogno... La cosa che però mi ha dato fastidio piu in assoluto è stata appunto la vicenda dell'auto invito. Io ho un limite e ne sono consapevole, ed è quello di non sopportare le invasioni di campo, quelle che limitano la mia libertà personale, e quando ho ricevuto la telefonata in cui ci chiedevano di potersi aggregare al nostro week end con altri amici, non ci ho visto più; ma non si rendono conto di quanto ci hanno messo in difficoltà? Per quale assurdo motivo ho dovuto trovare io una scusa plausibile che spiegasse perché non li avevamo invitati? Se non ti invito è perché non è l'occasione giusta, magari non avevo (oltre che non avere posto in casa) voglia di mescolare queste amicizie che davvero non ci incastrano nulla di nulla l'una con l'altra e l'unico punto di unione sono le bambine che si conoscono... Da qui ho messo bene a fuoco che con queste persone è assolutamente necessario mettere dei paletti, se non voglio rompere l'amicizia, perché io sono buona e tranquilla ma quando perdo le staffe non ho più freni inibitori che mi impediscano di dire piatto piatto tutto quello che penso, diventando magari maleducata, quindi da ora in poi ho chiesto a mio marito-in caso di nuove chiamate per riparazione/assistenza etc.- di farlo pure, ma a nostra discrezione e questo significa non correre da loro dopo un minuto e se c'è da attendere qualche giorno si attende, altrimenti se hanno fretta, esistono gli artigiani che lo fanno di mestiere e gli paghi l'urgenza...perché se non lo avessero capito, essere amici non significa prostrarsi, non siamo mica la pubblica assistenza...! Buoni si, ma non cretini!

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