lunedì 12 marzo 2012
SCONCLUSIONATA
Il titolo del post non potrebbe essere più rispondente. Ho passato una domenica da incubo, e non era certo quello che avrei voluto. Sicuramente la colpa di tutto è mia almeno al 90% il restante 10% se lo possono tranquillamente dividere mio marito e le bimbe. Sono consapevole di vivere una periodo difficile, non sono abituata a non lavorare, e mentre i primi 2/3 mesi stavo bene perchè dovevo riprendermi da almeno 2 anni da incubo vissuti in una azienda dove non vi erano mai soldi per pagare nulla, dagli stipendi di noi dipendenti (che ha creato una montagna di problemi sia a me che agli altri colleghi, eravamo indietro di 3/4 mensilità come media..) alle bollette, ai fornitori, le tasse.. e quindi era tutto un mettere toppe per riuscire a mandare avanti la baracca e mi rendo conto la pressione e lo stress che ho dovuto subire non sono stati indifferenti, quindi è indubbio che io non potessi più restare in quel posto o ne avrebbe risentito pesantemente la mia salute, però... c'è un però io devo poter lavorare ed invece non riesco a trovare nulla. Ho fatto molti colloqui proprio l'ultimo mi aveva dato la netta impressione di essere stato estremamente positivo, e mi ero davvero illusa di poter ricominciare a lavorare anche se per poche ore, per ora invece tutto tace e la tensione aumenta. Ieri sono esplosa per una banalità, tutte e due le bimbe ieri non volevano mangiare quello che era stato preparato per il pranzo, salvo poi buttarsi dopo mezz'ora su merendine e biscotti che non sono esattamente salutari, quindi mi sono arrabbiata ed al mio "mi avete davvero rotto i..." mio marito mi ha detto : "allora vattene".Non ci ho visto più, ho infilato le scarpe e sono uscita, avevo bisogno di aria, di non sentire e vedere nessuno, sono andata in un parco qui vicino e mi sono seduta su una panchina al sole, ci sono stata più di un'ora mi veniva da piangere e spaccare tutto, e mi domando perché io non debba mai trovare una mia dimensione, perché i miei equilibri debbano sempre essere distrutti, perché io non possa avere un po' di serenità e di sana routine. Mio marito mi dice di pensare alle cose positive, la salute nostra e delle bimbe, il tetto sulla testa che non ci toglie nessuno... Ha ragione, ma io ora vedo solo nero, non vedo futuro, non vedo nulla e so che non posso continuare così né per me, né per la mia famiglia.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento